Fondo Nino Zucchelli Un classico del cinema sovietico: Boris Barnet
Continua la scoperta di questa importante collezione di film donata dagli eredi di Nino Zucchelli
alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e in deposito, per la conservazione e
la valorizzazione, presso la Lab 80 film. Nel 2005 Bergamo Film Meeting ha presentato una
rassegna di tredici cortometraggi d’animazione provenienti dal Fondo, nel 2006 una selezione
di film cecoslovacchi degli anni Sessanta, nel 2007 un omaggio ai maestri del cinema polacco,
Jerzy Skolimowski e Krzysztof Zanussi.
Con due opere, Devuška s korobkoj (La ragazza con la cappelliera, 1927) e Okraina(Sobborghi, 1933) è di scena quest’anno Boris Barnet (1902-1965), autore per molto tempo
poco indagato, figura originale e fuori dagli schemi nel panorama del cinema sovietico dagli
anni ‘20 agli anni ’50. Senza mai essere osteggiato apertamente dalla critica o dal potere,
Barnet ha alternato il successo a periodi di indifferenza e, in generale, i suoi film non hanno
trovato la dovuta visibilità. L’eccessivo schematismo della contrapposizione tra i cosiddetti“innovatori” come Kulešov, Ejzenštejn, Dovženko, Pudovkin, Vertov e i “tradizionalisti” come
Protazanov, ha relegato sullo sfondo la personalità libera di questo regista sovietico, che
sfugge a qualsiasi classificazione ideologica.
Macchinista teatrale prima, pugile poi, fu allievo di Lev Kulešov che lo utilizzò come attore nel
suo film Le staordinarie avventure di Mr. West nel paese dei bolscevichi (1924). Due anni
dopo, nel 1926, si staccò dal collettivo di Kulešov e entrò agli Studi della Mežrabpom. La sua
esperienza registica ebbe inizio con Miss Mend (1926), avvincente “detective story” dal ritmo
incalzante, tratto da un best-seller dell’epoca. Successivamente, senza disdegnare ruoli di
attore (ad esempio in Tempesta sull’Asia, 1928), diresse, tra gli altri, alcuni capolavori come
La ragazza con la cappelliera (1927), Mosca in ottobre (1927), La casa nella piazza Trubnaja(1928), Sobborghi (1933), In riva al mare azzurro (1936, premiato al Festival di Venezia), Una
notte di settembre (1939), Virilità (1941), Una sola notte (1945), Atto eroico (1947). In tutto
27 film, molti dei quali, purtroppo, sono oggi irripereribili.
Il suo stile è caratterizzato da una sorprendente originalità narrativa, lontana dal realisimo
socialista e refrattaria alle costrizioni formali dell’epoca. Barnet si affida all’espressione
attoriale, la sua messinscena muove da un naturale bisogno di raccontare le storie della piccola
gente, cogliere l’autenticità dell’individuo.
L’immagine tipica dell’eroe barnetiano si delinea netta sia in La ragazza con la cappelliera che
in Sobborghi, due tra i suoi film più belli e artisticamente riusciti. Il primo, commissionato per
propagandare la campagna in favore delle obbligazioni statali, prende spunto dalla crisi degli
alloggi per intrecciare una rocambolesca storia d’amore, dietro alla quale affiora una divertente
satira sulla mentalità piccolo borghese dell’epoca; il secondo ritrae il microcosmo di un piccolo
villaggio russo sconvolto dallo scoppio della Grande Guerra (in questo film, ricorda Umberto
Barbaro, c’è un interessante uso del “finale alla Griffith”, alla rovescia).
In collaborazione con Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e Lab 80 film. Con
il sostegno e l’assistenza tecnica della Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia –
Cineteca Nazionale di Roma, è in corso di realizzazione la trascrizione digitale di tutti i film del
Fondo Nino Zucchelli.
I film:
Devushka s korobkoy - The Girl with the Hat Box (Urss, 1927, 93') Okraina - Sobborghi (Urss, 1933, 92’)