La retrospettiva di quest’anno è dedicata a una figura cardine del cinema contemporaneo, attrice, regista, scrittrice: Liv Ullmann. Lanciata da Ingmar Bergman nel 1964 con il film Persona, ma già con una intensa carriera di attrice teatrale e cinematografica, Liv Ullmann lavora con il maestro svedese in altri nove film e con diversi altri registi, tra cui Jan Troell, Anthony Harvey, Richard Attenborough, Mario Monicelli, Mauro Bolognini, Sven Nykvist. In lei Bergman trova l’interprete ideale per raccontare il sottosuolo della psiche umana, l’universo dei sentimenti e delle passioni. Ullmann offre il suo volto, il suo sguardo, la sua fisicità, dando corpo a personaggi forti e indimenticabili, entro una delle esperienze artistiche e cinematografiche più significative della modernità. Di altrettanta sensibilità sono i cinque lungometraggi da lei diretti: sono storie di donne, di coraggio, di libertà, dove Ullmann fa tesoro della lezione bergmaniana e però rivela una sapienza registica rara, nonché grandi capacità nel dirigere gli attori.