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Edizioni di Bergamo Film Meeting
2012
pp. 127
88-8965-322-7

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Chiara Boffelli

Fernando León de Aranoa

Sceneggiatore e regista cinematografico, Fernando Léon De Aranoa è nato a Madrid nel maggio del 1968. Nella fase iniziale della sua carriera si dedica alla sceneggiatura, sia per lungometraggi di finzione che per programmi e serie televisive. Ancora giovanissimo, scrive e dirige il suo primo lungometraggio, Familia (1996), grazie al quale vince il Premio Goya come miglior regista esordiente.
Con il secondo lungometraggio, Barrio (1998), vince tre premi Goya e il Premio come miglior regista al Festival del cinema di San Sebastián. Il film, ambientato nella periferia madrilena, dove tre ragazzi trascorrono un'afosa estate, schiacciati da un disagio e da una monotonia che non lascia scampo, evidenzia la sensibilità del regista per le storie di degrado e di emarginazione sociale. Lucido osservatore della realtà contemporanea e delle sue contraddizioni, De Aranoa si concentra sia sulla società spagnola che su quella internazionale. Con il documentario Caminantes (2001), premiato al festival del cinema di L'Avana, al festival CineLatino di Los Angeles e di New York, racconta con un approccio creativo e originale la marcia zapatista dell’inizio del 2001. Los lunes al sol (I lunedì al sole,2002) è il film che lo consacra a livello internazionale: vince cinque premi Goya (tra cui quello per il miglior attore a Javier Bardem) e il Premio come miglior film al festival del cinema di San Sebastián. Ambientato in Galizia negli anni successivi alla riconversione industriale e i pesanti licenziamenti, ci racconta di alcuni disoccupati che vivono alla giornata, trascorrendo lunghe ore al bar, filosofeggiando e tentando di trovare un nuovo lavoro. Il film era stato presentato in anteprima italiana a Bergamo Film Meeting nel 2003. Nel 2004, De Aranoa fonda la propria casa di produzione, la Reposado, con la quale produce tutti i film successivi. Nel 2005 scrive, dirige e produce Princesas, vincitore di tre premi Goya. Storia di due prostitute, una trentenne spagnola e una clandestina dominicana, il film è accompagnato dalla colonna sonora di Manu Chao, per il quale De Aranoa dirige anche il videoclip del brano Me llaman Calle. Nel 2007, collabora al film collettivo Invisibles,realizzato con Mariano Barroso, Isabel Coixet, Javier Corcuera e Wim Wenders, in occasione del ventennale della sezione spagnola di Medici Senza Frontiere. Il suo ultimo lungometraggio Amador(2011), presentato al festival di Berlino, è un dramma realista e intimo che racconta le molteplici difficoltà di una giovane donna sudamericana immigrata in Spagna. Attualmente, De Aranoa sta girando un film sul tour del cantautore e poeta spagnolo Joaquín Sabina.



Sommario:

Introduzione (di Chiara Boffelli)
Contro l’ipermetropia (di Fernando León de Aranoa)
Un cinema del disagio sociale (di Nicola Rossello)
L’impegno di un regista terreno (di Javier Angulo Barturen)
Quando lo sfruttamento è fuori dalla storia (di Pietro Bianchi)
Naufraghi dei propri sogni (di Davide Mazzocco)
Il cinema della vita (di Luis Alegre)
Intervista a Fernando León de Aranoa (a cura di Chiara Boffelli)
I film