Dagur Kári

Fúsi

Virgin Mountain

Islanda, Danimarca • 2015 • 94' •
interpreti
Gunnar Jónsson (Fúsi), Ilmur Kristjánsdóttir (Sjöfn), Sigurjón Kjartansson (Mörður), Margrét Helga Jóhannsdóttir (Fjóla), Franziska Una Dagsdóttir (Hera), Arnar Jónsson (Rolf)
Fúsi è un uomo di quarantatré anni che vive ancora con la madre e non ha il coraggio di fare il suo ingresso nell’età adulta. Grasso, goffo, solitario e assai taciturno, conduce un’esistenza molto ordinaria; i suoi limitati interessi includono ricreare la battaglia di El Alamein con un gioco da tavolo, ascoltare canzoni heavy-metal che richiede a un dj radiofonico mentre siede nel suo pick-up e mangiare lo stesso piatto thailandese ogni venerdì sera nello stesso ristorante. Quando una giovane donna un po’ incasinata e una bambina di otto anni entrano inaspettatamente nella sua vita, Fúsi è costretto a fare un salto nel buio.
note
La storia non è delle più originali, ma questo film gioca molto sulle sfumature del personaggio di Fúsi, la cui stazza e l’apparente immaturità lo costringono a essere etichettato con i classici stereotipi che tormentano le persone sovrappeso: goffo, maleodorante, sessualmente inetto. È il tipico film di cui Hollywood farebbe volentieri un remake, patinando tutto, mettendo un paio di attori famosi, una ragazza più “carina” e ne verrebbe fuori un film totalmente irrilevante. La regia di Kári invece è delicata, non giudica e non suggerisce, si sofferma sul faccione di Fúsi lasciando spazio all’abilissimo Gunnar Jónsson di giocare con le sfumature delle espressioni, le pause e i piccoli gesti. Ilmur Kristjánsdóttir mostra una buona alchimia con Jónsson e tratteggia gli umori di Sjöfn con bravura, dall’entusiasmo alla disperazione.
(Adriana Rosati, www.linkinmovies.it)