Conosciuto soprattutto per le sue interpretazioni attoriali - Trainspotting di Danny Boyle (1996), Riff Raff (1995) e My Name Is Joe (1999) di Ken Loach, quest'ultimo gli vale la Palma d’Oro a Cannes per la migliore interpretazione - Peter Mullan si è dedicato anche alla regia e alla sceneggiatura televisiva con risultati straordinari. Con Close (1993), Fridge (1995), Good Day for the Bad Guys (1995), cortometraggi di cui firma regia e sceneggiatura, privilegia la rappresentazione di un mondo in cui violenza e frustrazione sembrano prendere il sopravvento sugli individui più vulnerabili.
Giovani donne, ragazzini, uomini disperati, tutti in cerca di una via di fuga da un mondo che sembra averli intrappolati, condannati. Situazioni all’apparenza irrisolvibili che quasi sempre trovano un barlume di speranza nel senso di comunità e nella forza d’animo individuale. Questi sono i temi che accompagnano Mullan sia in veste di regista che di interprete.
L'esordio al lungometraggio avviene nel 1998 con Orphans, storia di quattro fratelli, riuniti per il funerale della madre, che si confidano, si scontrano, si perdono e si ritrovano. Nel 2002 scrive e gira The Magdalene Sisters (Magdalene), racconto delle angherie subite da alcune giovani donne rinchiuse in uno convento Magdalene gestito dalle sorelle della Misericordia. Tratto da una storia vera e ambientato nel 1964 in Irlanda, il film vince il Leone d’oro al Festival di Venezia (e viene censurato dal Vaticano). Passano otto anni e dirige Neds (2010), un intenso racconto di formazione nella Glasgow degli anni '70, che vede protagonisti il giovane John McGill e i Neds, i Non-Educated Delinquents.
Contemporaneamente prosegue la sua carriera attoriale interpretando ruoli che enfatizzano la sua presenza intensa ed impetuosa, come Tyrannosaur (Tirannosauro, 2011) di Paddy Considine e Hector (2015) di Jake Gavin