

1914. In una remota e sonnolenta cittadina della Russia zarista, gli operai di una fabbrica di scarpe prendono parte agli scioperi, ormai sempre più frequenti nel Paese. A scuotere ulteriormente l’esistenza dei suoi abitanti giunge l’annuncio dello scoppio della guerra. Il giovane operaio rivoluzionario Nikolaj Kadkin viene inviato al fronte mentre suo fratello minore Senka, entrambi figli di un calzolaio, decide di seguirlo come volontario. La separazione dai propri figli e compagni, sullo sfondo di una propaganda bellica che poco convince la popolazione, è struggente ma al tempo stesso sapori sciovinisti emergono in alcuni personaggi come nel caso del padrone della calzoleria Greshin, disposto a rompere la duratura amicizia che lo lega al suo inquilino tedesco Robert Karlovic. Sua figlia, la giovane e silenziosa Manka, non tarda a manifestare il proprio disappunto nei confronti del padre e quando nella cittadina vengono condotti i primi prigionieri tedeschi, comincia a prendersi cura di uno di loro dando vita a una delicata e reciproca simpatia. Il ragazzo, anch’egli calzolaio, viene accolto al lavoro dal vecchio Kadkin, rimasto ormai solo. Alla notizia della morte del figlio Senka, questi ha un moto di rabbia nei confronti del giovane ma poi sarà proprio lui a salvarlo dalla furia violenta di un gruppo di russi esaltati. Intanto al fronte, già durante la rivoluzione di febbraio, malgrado la volontà del nuovo potere menscevico di continuare la guerra, soldati russi e tedeschi iniziano a fraternizzare, grazie anche all’attività di rivoluzionari come Nikolaj, il quale, accusato di tradimento, pagherà con la vita le sue convinzioni. L’eco dei fatti di Ottobre arriva anche nella piccola cittadina placando le ostilità nei confronti dei prigionieri tedeschi in nome di una nuova causa comune.