Il Polar. Nascita e formazione di un genere


Un’ampia retrospettiva per scandagliare le origini del polar, genere tra il poliziesco e il noir, nato negli anni Quaranta sotto l’influsso del cinema americano e che in Francia trova una nuova identità, pescando nella migliore tradizione del cinema d’oltralpe. Accanto alle atmosfere torbide e notturne e agli intrighi, tipici del noir, il polar si sposa felicemente con il poliziesco e la letteratura di genere, forma attori versatili che diventano vere e proprie icone con il volto di Lino Ventura, Michèle Morgan, Jean Gabin, Philippe Noiret, Serge Reggiani, Jeanne Moreau o Jean-Paul Belmondo e si muove nei territori accidentati delle passioni, delle vendette e delle ossessioni, disegnando ritratti umani contorti e affascinanti nella loro ambiguità disincantata e umanità sfuggente. A volte abbandona l’ambientazione metropolitana, per inoltrarsi tra la malavita di una provincia insofferente, dove mescola stati d’animo malinconici alle violenze della lotta per la sopravvivenza, oscillando tra il dramma e il realismo romantico, senza rinunciare alla rappresentazione di ambienti sociali irrequieti, che mal sopportano la desolazione e gli orizzonti ristretti della campagna. Una rassegna di circa 20 titoli di autori che hanno fatto la storia del cinema francese, tra i quali Henri-Georges Clouzot (Quai des Orfèvres, Legittima difesa, 1947), Gilles Grangier (Le desordre de la nuit, Il vizio e la notte, 1958), Jacques Becker (Le trou, Il buco, 1960), Claude Sautet (Classe tous risques, Asfalto che scotta, 1960) e Jean-Pierre Melville (Le doulos, Lo spione, 1962).