

Un marito geloso incapace di controllarsi, una moglie molto sexy che si presenta a un provino in una stanza d’albergo da un finto regista. Un giovane spacciatore di droga a domicilio, una ragazza disorientata a cui viene riconsegnato il suo cane lupo. Un venditore di hot dog appena uscito dalla galera. Un misterioso studente, un pulitore di vetri impegnato in una pausa con una pornoattrice, un anziano pittore dilettante, un gruppo di paramedici impegnati in una difficile operazione di soccorso e delle suore affamate. Sono le vicende che accadono tra le 17 e le 17.11 di un giorno qualunque a Varsavia, e che si intrecciano sullo schermo.
«La contemporaneità delle azioni che [Skolimowski] porta sullo schermo si presenta con l’eccezionalità e la banalità del quotidiano in cui siamo immersi. Ci sono piccoli uomini e donne pirandellianamente più o meno feroci, furbi, ansiosi, spregiudicati o impegnati a salvare vite. Ognuno di loro (ognuno di noi, afferma il regista) è appeso al caso.
“Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?” (Matteo, 6-27): sembra essere questa frase evangelica, riletta in una chiave in cui la speranza non trova spazio, a guidare la riflessione di Skolimowski. Siamo tutti affidati al caso e indietro non si può mai tornare per modificare il passato.»
(Giancarlo Zappoli, MYmovies.it)