

Dal deserto ai boschi innevati, dal Medio Oriente della guerra fin dentro il cuore ghiacciato dell’Europa. Jerzy Skolimowski dirige Vincent Gallo (straordinario e irriconoscibile) in un film che inizia come un war movie e si conclude nel silenzio di un pianeta inospitale e alieno. Mohammed è un terrorista islamico che combatte contro i militari e gli interessi americani nel suo paese. Catturato, viene trasferito in un centro di detenzione segreto ma riesce a fuggire, catapultato però in un luogo sconosciuto dal quale è impossibile uscire.
«L’idea generale era di rendere il film il più ambiguo possibile. Volevo che non contenesse alcun tipo di commento, alcun riferimento preciso a fatti storici. Ciò che il film mostra all’inizio non è la guerra in Afghanistan o in Iraq, o la situazione alla frontiera pakistana, o qualsiasi altro luogo. Nessun nome viene pronunciato, nessun luogo identificato, non si sa dove comincia né dove finisce. La fine può svolgersi in Polonia, in Lituania o in Romania, i tre paesi in cui sono atterrati aerei della CIA che trasportavano prigionieri dal Medio Oriente.