Harjutusi iseseisvaks eluks


Un bambino ha la straordinaria capacità di trasformarsi in qualsiasi cosa gli si presenti davanti agli occhi. Contemporaneamente, la vita di un uomo di mezza età prosegue senza ostacoli, seguendo una ferrea routine quotidiana fatta di lavoro, notizie alla tv e lettura del giornale. Finchè il bambino, incuriosito dalla vita dell’uomo e in cerca di una propria indipendenza, inizia a imitare il suo comportamento: si accorgerà ben presto che il mondo degli adulti non è così concreto e invidiabile come credeva inizialmente.
«Durante la progressione dell’interazione tra il bambino e l’uomo, l’intervento di un deus ex machina provoca una fusione della coppia e sembra che i due personaggi si scambino di ruolo prendendo l’uno il sopravvento sull’inconfondibile mondo dell’altro. Si tratta di un gioco dialettico tra il ragazzo, individuo dallo spirito libero, e l’uomo, burocrate soppressore della società: viene proposta, qui, un’analogia tra la narrazione del film e l’influenza sociopolitica che l’occupazione sovietica ha impartito sull’Estonia. In particolare, si riflette sull’impossibilità di vivere liberamente e indipendentemente all’interno della società estone dell’epoca.»
(Carmen Hannibal, “Metamorphic Identity Over Time: interpreting Priit Pärn’s Some Exercises in Preparation for Independent Life”, journal.animationstudies.org, 16 maggio 2019)