

Un ricco anziano è messo in guardia dal nipote circa il comportamento della governante, che accudirebbe il vecchio solo per potersi impadronire delle sue sostanze. Per convincerlo, il giovane gli mostra il film su Tartufo, personaggio infido e mellifluo, che finge di essere amico di Orgone per potersi accaparrare i suoi beni, ma che viene scoperto dalla moglie Elmira.
Splendido uso della cinepresa, che mette in rilievo il gioco malizioso della seduzione e l’ambiguità che regna sovrana. Jannings nel ruolo del protagonista è di una doppiezza inquietante.
Sonorizzato dal vivo da Rob Mazurek e Gabriele Mitelli
«F.W. Murnau e lo sceneggiatore Carl Mayer optano per un adattamento straniante e originale, dal vago sapore brechtiano, del testo di Molière. Ne nasce così una sorta di film nel film in cui la commedia del drammaturgo francese è un pretesto narrativo per parlare della società tedesca del primo dopoguerra, fragile e smarrita, facile preda di approfittatori e suadenti bugiardi. Ma il film è anche una sofisticata e brillante riflessione sulle qualità dell’arte come strumento di interpretazione e svelamento della realtà. Grazie anche all’uso insistito di primi e primissimi piani, Murnau segue i suoi personaggi, gli si attacca letteralmente addosso, attento a cogliere qualsiasi espressione facciale e dettaglio significativo rivelatore di doppiezza o ambiguità. Memorabile la prova di Emil Jennings, poliedrico gigione alle prese con un individuo abietto e ingordo cui riesce a conferire carisma e improbabile fascino.»
(longtake.it)