Incontro con
Malcolm McDowell

BFM — 38
BFM — 38
15 marzo
2020
09.00
Auditorium – Piazza della Libertà

Programma del giorno

Ore 9:00 proiezione del film in Auditorium -Piazza della Libertà

If…, Lindsay Anderson, 1968, 111′, Inghilterra.

A seguire incontro con Malcolm McDowell in sala.

Il film

In un college inglese dove imperano metodi di insegnamento reazionari e militareschi, tre matricole subiscono sulla loro pelle le violenze e la repressione di un sistema che non tollera nessuna infrazione alle regole. Il giorno del diploma, durante la cerimonia di fine anno, Mick, Wallace e Johnny si appostano sul tetto dell’istituto e aprono il fuoco su professori e compagni di corso. 

Anderson realizza una pellicola impregnata degli umori libertari del Free Cinema inglese, specchio fedele della contestazione sessantottina: anarchica e con una notevole dose di rabbia autentica. Palma d’oro a Cannes.

Malcolm McDowell

Al secolo Malcolm Taylor, nato a Leeds il 13 giugno 1943, ha studiato al collegio di Cannock prima di rinunciare agli studi universitari per lavorare nel pub di suo padre a Liverpool e successivamente come commesso viaggiatore. Il richiamo del palcoscenico arriva poco dopo, quando decide di unirsi a una compagnia itinerante di repertorio, adottando come nome d’arte il cognome della madre da nubile. Trasferitosi a Londra, lavora per un breve periodo con la Royal Shakespeare Company, si assicura alcuni ruoli televisivi minori e successivamente si unisce al Royal Court Theatre, appena in tempo per essere invitato a fare un provino per If.… (Se…, 1968) di Lindsay Anderson.

Nonostante la sua mancanza di esperienza sul grande schermo (l’anno precedente, una sua breve apparizione in Poor Cowdi Ken Loach non venne inclusa nel montaggio finale), McDowell si assicura il ruolo principale del ribelle Mick Travis, dando inizio a una proficua collaborazione creativa con Anderson. Presentato al Festival del cinema di Cannes, dove vinse la  la Palma d’oro, If… colse perfettamente l’umore del tempo e impose McDowell come icona per diverse generazioni. Lo impose anche come attore straordinariamente magnetico: l’intensità penetrante dei suoi occhi blu a cui fanno da contrappunto i lineamenti irregolari contribuiscono a creare l’impressione generale della tensione di una molla a spirale, pronta a scattare in qualunque momento.


Tre anni dopo – con l’intermezzo di Figures in a Landscape (Caccia sadica, 1970) di Joseph Losey – McDowell viene scelto per interpretare il ruolo del protagonista in A Clockwork Orange (Arancia meccanica, 1971) l’adattamento di Stanley Kubrick dell’omonimo racconto di Anthony Burgess, una storia intrisa di violenza e impossibilità di redenzione. Alex – vandalo, delinquente, stupratore e assassino – non solo era quanto di più anti-eroico si potesse immaginare (nonostante la sua venerazione per la musica di Ludwig van Beethoven), ma tutti i suoi dialoghi erano scritti in Nadsat, un gergo adolescenziale inventato nel dopoguerra che fonde americano e russo. McDowell riuscì brillantemente nell’interpretazione, dando ad Alex un brio gioioso che rese il personaggio ancora più inquietante, specialmente quando la sua quasi onnipresente voce fuori campo invita platealmente l’approvazione del pubblico per i suoi vari crimini.


Successivamente ritrova Lindsay Anderson, l’autore David Sherwin e il personaggio di Mick Travis per O Lucky Man! (1973), un film direttamente ispirato agli inizi della carriera di McDowell come venditore di caffè. Questa picaresca allegoria, che riecheggia il Candido di Voltaire, attraversa la Gran Bretagna dei primi anni ’70 con la sua corruzione politica, economica e sociale, e contiene buona parte del lavoro migliore di McDowell e Anderson. Il terzo e ultimo film con protagonista Mick Travis è Britannia Hospital (1982).


Dopo aver recitato ruoli principali in diversi film britannici, tra cui Harry Flashman, l’eroico fifone vittoriano di George Macdonald Fraser in Royal Flash (1975) di Richard Lester, e un cinico e amareggiato aviatore della prima guerra mondiale in Aces High (La battaglia delle aquile, 1976) di Jack Gold, viene scelto per il ruolo di protagonista in Caligola (1979) diretto da Tinto Brass. Nello stesso anno va a Hollywood per recitare in Time After Time (L’uomo venuto dall’impossibile) e si trasferisce in California, dove tutt’ora vive.
I suoi primi anni negli Stati Uniti sono stati funestati da problemi personali, ma il suo ritmo di lavoro è poi salito alle stelle e non c’è stato anno dalla fine degli anni ’80 in cui non abbia ottenuto almeno una mezza dozzina di crediti, di solito interpretando il “cattivo”. Nel 2003 è il direttore artistico di una compagnia di balletto in The Company di Robert Altman. Occasionalmente gira ancora qualche film in Gran Bretagna e in Europa, come Evilenko (2004) di David Grieco, ispirato alla vita di Andrej Romanovič Čikatilo, un serial killer che, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, terrorizzò l’Unione Sovietica, violentando e uccidendo oltre cinquanta persone, di cui molti bambini, di ambo i sessi.


In televisione ha dominato i quattro episodi centrali della serie BBC Our Friends in the North (1996) di Peter Flannery nei panni del boss della gang degli anni ’60 Bennie Barratt, e ha interpretato la versione invecchiata di Paul Bettany in Gangster N° 1 (2000) di Paul McGuigan. Ha lavorato poi con Mike Hodges in I’ll Sleep When I’m Dead (2003), interpretando un altro gangster spavaldo, in Mozart in the Jungle (2014 – 2018) e in Star Wars: Rebels (2018), solo per citare alcuni titoli.


Nell’estate scorsa ha interpretato, accanto ad Harvey Keitel, il ruolo del colonello Saville in Just Noise di Davide Ferrario, un film che racconta la poco conosciuta rivolta del giugno 1919 dei cittadini di Malta contro gli inglesi. Il film è previsto in uscita nella seconda metà del 2020.

Informazioni

Ingresso gratuito.

Prenotazione obbligatoria anche per Accreditati e Abbonati: [email protected]

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