

1915. Nel corso di una missione di ricognizione aerea, il tenente Maréchal e l’aristocratico capitano de Boëldieu sono abbattuti e fatti prigionieri. Internati in un campo, dividono la camerata con Cartier, nella vita civile attore di caffè-concerto, Rosenthal, appartenente all’alta borghesia, e un ingegnere del catasto belga. Questi tre stanno completando lo scavo di un tunnel per la fuga, ma un trasferimento inatteso manda il progetto in fumo. Il nuovo carcere è un castello nella parte interna della Germania ed è diretto dal capitano von Rauffenstein, un aristocratico già conosciuto al momento della cattura: tra lui e de Boëldieu si stabilisce una sorta di solidarietà di classe, più forte delle differenze di nazionalità. Viene organizzato un nuovo tentativo di evasione. Per creare un diversivo, de Boëldieu rinuncia alla fuga e viene ferito a morte da von Rauffenstein. Maréchal e Rosenthal riescono a fuggire. Sulla via per la Svizzera, trovano riparo nella fattoria di Elsa, rimasta sola con la sua bambina dopo la partenza del marito per la guerra. Sarebbe bello potersi fermare lì, ma purtroppo i due devono riprendere il loro cammino.