L’orribile verità
di Leo McCarey

Attività
Attività
The Awful Truth
23 gennaio
2023
21.00
Regia di Leo McCareyTitolo italiano: L’orribile verità
USA / 1937 / 91’v. o. / Sottotitoli: Italiano
Interpreti
Alexander D'Arcy, Irene Dunne, Ralph Bellamy, Cary Grant

Jerry e Lucy divorziano dopo essersi accusati reciprocamente e ingiustamente di infedeltà. Devono aspettare tre mesi prima di risposarsi, ma ciascuno dei due riesce a mandare a monte il matrimonio dell’altro. Uno dei vertici della commedia hollywoodiana degli anni ’30, detta sophisticated in Italia e screwball a Hollywood. Tratta da una pièce di Arthur Richman, ha una sostanza apparentemente futile, riscattata e sublimata da un ritmo infallibile, un’energia che non dà tregua, una messinscena di calibrata eleganza, una cattiveria raffinata, interpreti (anche secondari) in gran forma. Premio Oscar per McCarey e più 5 candidature tra cui la Dunne e Bellamy.

Commedia e dramma: la vita al cinema

Per questo quarto atto la rappresentazione continua sul doppio registro di commedia e dramma; il secondo elemento abbraccia un doveroso omaggio a un’altra grande figura della storia del cinema, Robert Bresson. Il suo nome non è molto diffuso tra il pubblico, ma con una filmografia di soli 14 titoli, il regista francese ha lasciato un’impronta incancellabile ed è stato un esempio per le successive generazioni di autori. Il suo è un cinema che si potrebbe definire totale, della purezza di un diamante dal taglio perfetto, dove nulla è lasciato al caso. Ogni inquadratura, ogni gesto, ogni dettaglio, presi dal disordine e dalla crudeltà del reale, si aprono alla forza del significato, al dolore dell’esistenza, alla luce della “resurrezione”. Così, non ci si deve meravigliare se un asino interpreta magnificamente il sacrificio dell’innocenza, un prigioniero della barbarie fascista l’ostinazione mai doma ed esclusiva del sentimento della libertà, un borsaiolo la rivolta necessaria per il riconoscimento dello sguardo dell’altro.
Quattro gioielli della commedia americana si alternano ai film di Bresson: due Lubitsch, un McCarey e un Cukor. Quattro sceneggiature di ferro, attori straordinari, colpi di scena, eleganza, ricatti amorosi, capovolgimenti, seduzione, malintesi, doppi sensi, schermaglie verbali. Meccanismi ben oliati, narrazioni che procedono senza intoppi, incalzanti quando la storia lo richiede, con momenti di sofisticato sarcasmo e di raffinata critica sociale. E una vena romantica che non nasconde una sottile perfidia.

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