

Louise Michel è una donna determinata, una militante. Tutti conoscono il suo nome ma nessuno sa niente di lei. Condannata per aver aver imbracciato le armi contro le truppe di Bismarck e poi quelle di Versailles, dopo la sua incarcerazione nella fortezza di Rochefort, Louise è deportata con migliaia di altri rivoluzionari su un’isola sperduta in Nuova Caledonia. Maestra, vicina a Victor Hugo, Louise si rivela, durante la deportazione, una “resistente” esemplare e un’incredibile leader. Tutti la ammirano. Non soltanto rinsalda il coraggio dei compagni detenuti, ma si lega agli abitanti dell’isola: insegna loro il francese, si interessa alle loro usanze, alla loro identità e solidarizza attivamente con loro nel momento in cui si rivoltano contro l’ordine coloniale. La sua anarchia non è ideologica, ma un comportamento morale, un ostinato rifiuto nei confronti dell’ingiustizia e delle discriminazioni. A Parigi, come a Nouméa, la storia di Louise è quella di una ribelle.