

La vita e l’arte dello scultore László Mészáros, padre della regista, che negli anni Trenta fu prima esiliato in Kirghizistan dalle autorità sovietiche e in seguito arrestato e ucciso durante le purghe staliniste del 1937-38.
«Mészáros compone il suo omaggio al genio creativo del padre e a una colonna sonora di motivi musicali mongoli, turkmeni, khazaki e uzbeki che dimostra la sua padronanza delle tradizioni popolari autentiche e un’inconsueta musicalità cinematografica.»
(Catherine Portuges, Screen Memories – The Hungarian Cinema of Márta Mészáros, Indiana University Press, 2008)