Monkey Business

BFM — 40
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Il magnifico scherzo
02 aprile
2022
00.15
Auditorium – Piazza della Libertà
Regia di Howard HawksTitolo italiano: Il magnifico scherzo
Stati Uniti / 1952 / 97 min.O.V. / Sottotitoli: it.

Il Dottor Barnaba Fulton, giovane chimico collaboratore di una grande società industriale, è affascinato dal miraggio di una grande scoperta. Egli crede d’aver trovato o d’esser sul punto di trovare la formula dell’elisir dell’eterna giovinezza. Chi inconsapevolmente lo conferma in tale illusione è Rodolfo, uno scimmione del quale Fulton si serve per esperimentare i suoi ritrovati. Una mattina Rodolfo, approfittando della negligenza del custode, esce dalla sua gabbia e sedutosi al posto del dottore incomincia a manipolare filtri, provini, bottigliette, ne mescola il contenuto e getta infine il liquido nel serbatoio dell’acqua potabile. Quando più tardi Fulton beve un bicchiere di quell’acqua, dopo avere precedentemente ingerito il proprio elisir, gli effetti della mistura di Rodolfo sono portentosi. Lo scienziato distratto e trasognato si trasforma in un ragazzaccio esuberante, che ne combina di tutti i colori.

Note

«Scritto da tre dei massimi sceneggiatori hollywoodiani del tempo (Ben Hecht, Charles Lederer e I.A.L. Diamond), è una delle più folli e libere commedie di Howard Hawks. Il grande regista allestisce un circo quasi demenziale che va oltre la commedia classica, facendosi presto comicità nonsense, se non addirittura grottesca e surreale. Come rilevò giustamente Jacques Rivette sui «Cahiers du Cinéma», attraverso l’esasperazione dei registri comici e la carica anarchica che emana la pellicola, ne Il magnifico scherzo si prendono di mira molti temi, come l’amore, il sesso e la scienza, che in una commedia classica del tempo non sarebbe stato possibile toccare. In particolare, viene distrutta – con non poco cinismo – la fiducia incondizionata nelle scoperte scientifiche, se non proprio nel concetto filosofico di “progresso”, in un attacco frontale allo scientismo antropocentrico già tangibile nel precedente La cosa da un altro mondo (1951), firmato da Christian Nyby ma ultimato da Hawks. Al tempo venne, comprensibilmente, rifiutato: rivisto oggi, risulta pieno di vita e di furba cattiveria. Deliziosa compagnia di attori. Il titolo italiano perde il gioco di parole presente nell’originale: “monkey businness”, in inglese, significa, nel linguaggio comune, fare uno “scherzo futile” che, nel caso specifico, gioca con il fatto che sia stata proprio una scimmia a farsi beffe degli umani.»

(Longtake)

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