

Per festeggiare l’anniversario di laurea, cinque medici si riuniscono. Quattro di loro si sono perfettamente integrati nel sistema (ostentano la dacia in campagna, l’auto, la vita agiata), Andrzej Leszczyc è l’unico a non aver raggiunto il successo. Fa il veterinario ed è stato emarginato perché aveva innalzato una gigantografia raffigurante Stalin con quattro occhi e un minaccioso indice ammonitore. Del gruppo fa parte anche Alfa, una ex compagna di studi, ora moglie del medico più arrivista.
«Una sorta di psicodramma tragico-grottesco alla maniera di Beckett-Ionesco-Kantor. […] È il capolavoro maledetto che cambia la vita di Skolimowski; è l’ultimo film che realizza nella Polonia popolare, dove non esce perché congelato immediatamente dalle autorità polacche (nel 1981, al ritiro della censura, ne uscirà una seconda versione). Skolimowski lascia il suo paese e lavora in Inghilterra, in Italia, in Germania, negli Stati Uniti con attori di fama internazionale.»
(Claudia Azzalin, Segnocinema n. 83, gennaio-febbraio 1997)
«Forse, con questo film, ho voluto lanciare un avvertimento: guardate che cosa è successo a Beirut! Ho mostrato come la Polonia fosse pressappoco a metà strada fra Beirut e Londra.»
(Jerzy Skolimowski)