

Nella grande pianura ungherese, dove tutto è orizzontale, dove gli insediamenti abitati sono a grande distanza l’uno dall’altro, un gruppo di persone vive in un grande casolare, un tempo deposito di macchinari agricoli. Per loro, tutti i valori che avrebbero potuto indirizzare le loro esistenze hanno cessato di esistere. Li accomuna solo il volersene fuggire di lì a tutti i costi, ma la velleità dei loro progetti è un ulteriore sintomo della loro frustrazione.