

Nel 1955, al largo delle coste della Virginia, la nave-faro Hatteras, comandata dal capitano Miller, accoglie a bordo tre uomini armati guidati da un certo Caspary, soccorsi in seguito a un’avaria del loro motoscafo. Sono autentici gangster, reduci da una delle consuete rapine. L’equipaggio viene disarmato e minacciato, la radio distrutta, eppure, alle provocazioni e prepotenze, Miller non reagisce e oppone solo calma e fermezza. Premio speciale della giuria a Venezia nel 1985.
«Se c’è della favola in Moonlighting, è essenzialmente a causa di Alex (il figlio del capitano Miller), la cui voce fuori campo commenta parecchi anni più tardi l’avventura della nave-faro e dei suoi uomini. È su di lui e sulla sua voce che si apre il film: Alex passa da una prigione all’altra (ha avuto dei precedenti con la polizia) e si può ben vedere l’arrivo dei tre gangster come una possibilità oggettiva, come la realizzazione di un suo desiderio incosciente: che qualcosa succeda (la salita a bordo dei tre gangster appare dapprima ad Alex come una speranza di salvezza) e che qualcosa serva da catalizzatore alla relazione più che distante che egli ha con suo padre. Skolimowski, facendo interpretare per la seconda volta il ruolo dell’adolescente ribelle a suo figlio Michael Lyndon, riprende un tema già trattato: il giudizio severo portato da un figlio sul proprio padre.»
(Alain Philippon, Cahiers du Cinéma n. 380, febbraio 1986)