Vogliamo anche le rose

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Regia di Alina Marazzi
Italia / 2007 / 81'
Interpreti
Anita Caprioli (voce diario di Anita), Teresa Saponangelo (voce diario di Teresa), Valentina Carnelutti (voce diario di Valentina)

Anita, Teresa e Valentina non si sono mai incontrate. Hanno vissuto nell’Italia degli anni ’60 e ’70, in età diverse e in città lontane. Ma le loro storie vere, riportate in diari privati, sono in un’ideale continuità, testimonianza di lotte famigliari e politiche, personali e collettive, per affermare autonomia, identità e diritti in un Paese patriarcale. Nel 1964, Anita è un’adolescente, di una famiglia bene. È timida e riflessiva. Spesso si chiude nella stanza notturna e confessa al suo diario tutto il suo senso di inadeguatezza e fragilità. Mentre fuori dall’appartamento borghese della Milano bene, i suoi coetanei iniziano a fare esperienza di autonomia e rivolta, lei si chiude e fa i conti con i dettami di una cultura borghese, autoritaria e moralista. Anita vorrebbe scoprire l’amore e il sesso, ma l’educazione che le hanno impartito la blocca inibendole una piena e consapevole esperienza del suo corpo e della sua vita. Teresa invece l’amore e il sesso li ha già scoperti, e a soli vent’anni è rimasta incinta. Cosa fare? Come gestire una gravidanza indesiderata in una cultura meridionale quale quella della sua famiglia? Teresa decide di abortire, e così il diritto per cui si stava battendo insieme alle compagne del collettivo non è più uno slogan ma diventa parte della sua vita, visto che l’aborto nel ’76 è illegale. Lascia il suo paese nel Sud e va a Roma: maestosa, straniante e ora nemica, sfila nelle sue strade rumorose e nei palazzi fitti. Teresa farà esperienza di un aborto clandestino, consumato in una stanza anonima, su di un lettino gelido, da un ginecologo sconosciuto. Valentina a Roma c’è nata, ci vive e opera da militante femminista, attiva nei circoli e collettivi, ben nota al “Governo Vecchio”. Vive i suoi trent’anni intensamente, mettendo sempre in relazione il “personale con il politico”, cercando di trovare un equilibrio possibile tra le muse del separatismo e una piena e condivisa storia d’amore con uomo. Una sera è con il suo Francesco, finalmente intimi, ma una telefonata la distoglie: un commando di compagne ha gambizzato un ginecologo. Deve correre, sperando di trovare al ritorno la sua storia d’amore ad aspettarla. Queste tre donne non si conoscono, ma la loro testimonianza ha una ugual tensione e si muove, inconsapevole, in un’unica direzione: un sommovimento generazionale che ha preso le singole e private concezioni della vita e del mondo e le ha fuse in una visione collettiva e pubblica. I vent’anni che hanno cambiato la vita di ognuno di noi.

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