Sólveig Anspach

Stormy Weather

Aria di tempesta

Belgio / Islanda / Francia • 2003 • 91' •
Cora Levine, giovane psichiatra, ha da poco una nuova paziente che si rifiuta di parlare e di cui nessuno conosce l'identità. Cora sente come un richiamo da parte di questa donna. Si attacca a lei e stabilisce una relazione che si allontana sempre di più dal quadro terapeutico classico. Un giorno si scopre l'identità di questa donna: è straniera, si chiama Loa e viene da Vestmannaeyjar, una piccola isola islandese.
note
«Sono diversi anni che mi sono interessata a un fatto di cronaca con l'idea, forse, di farne un film documentario. Il film non è mai iniziato, ma questo fatto di cronaca è all'origine di Stormy Weather. Si trattava di una donna trovata a girovagare per le strade di Parigi e che si credeva fosse muta e sorda. Fu internata in un ospedale psichiatrico della vicina periferia parigina. Non avendo alcun documento di identità con sè, nessuno seppe quali erano le sue origini fino al momento in cui si mise a disegnare dei grandi affreschi e a firmarli con il nome di “Danièle”. Questo mistero affascinava molto gli infermieri, e anche il fatto che li battesse regolarmente a scacchi. Il primario di psichiatria dell'ospedale, che in seguito ho incontrato, ha deciso di farla partecipare a una trasmissione televisiva per il grande pubblico e molte persone l'hanno riconosciuta. Si è scoperto che non era nè sorda nè muta, che non era francese e neppure inglese, e che il suo nome non era Danièle ma Karen. E che era solita scappare, lo aveva già fatto in precedenza. Così fu riportata nel suo Paese. Avendo fatto degli studi di psicologia clinica prima di occuparmi di cinema, mi sono domandata cosa mi sarebbe successo se avessi incontrato qualcuno come Danièle/Karen durante il mio percorso formativo. Mentre giro dei documentari mi faccio delle domande sulla distanza che stabilisco tra me e le persone riprese. Questa distanza è difficile da trovare e quando le riprese terminano la separazione è spesso dolorosa. Per molti anni mi sono occupata di una giovane ladra con la quale avevo girato il mio primo film, Sandrine à Paris, e non so bene ancora oggi se l'ho aiutatata oppure no. Ad ogni film si fanno degli incontri e si creano dei legami. Come mantenere questi legami? Bisogna davvero conservarli? Che cosa significa essere generosi? Come aiutare l'altro senza creare con lui una relazione di dipendenza che può talvolta andare oltre, fino a nuocergli? Stormy Weather si allontana da questi interrogativi, è la storia di una donna cresciuta con il fantasma di “aggiustare il mondo”».