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BFM — 44
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Ildikó Enyedi

(Budapest, Ungheria – 1955)

Figura centrale del cinema ungherese contemporaneo, Ildikó Enyedi ha costruito nel tempo un’opera coerente e profondamente personale, attraversata da una costante riflessione sul linguaggio cinematografico e sui suoi limiti. Regista pluripremiata e candidata all’Oscar, Enyedi ha iniziato il suo percorso artistico all’interno dei circuiti dell’arte concettuale e dei media, in un contesto sperimentale che ha segnato in modo duraturo il suo sguardo.

Dopo una formazione in economia e studi cinematografici tra Budapest e Montpellier, Enyedi entra a far parte del Balázs Béla Studio e di collettivi artistici attivi nell’Ungheria post-comunista, luoghi di ricerca e libertà espressiva. I suoi primi lavori, realizzati tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, già mettono in scena un interesse per il rapporto tra percezione, rappresentazione e realtà: in Flirt: Hipnózis (1979) l’autrice filma sé stessa durante una seduta ipnotica, mentre Vakond (The Mole, 1987) costruisce un intero mondo “proiettato”, evocando il mito platonico della caverna e interrogando lo statuto stesso delle immagini.

Il suo esordio nel lungometraggio arriva nel 1989 con Az én XX. Századom (Il mio XX secolo), presentato a Cannes e premiato con la Caméra d’Or. Girato in un elegante bianco e nero, il film intreccia il destino di due gemelle con la nascita del mondo moderno, attraversando invenzioni scientifiche, trasformazioni sociali e utopie politiche. Non si tratta di una ricostruzione storica, ma di una riflessione poetica sull’origine del cinema e sul modo in cui la modernità ha ridefinito il nostro rapporto con il tempo, lo spazio e l’immaginario.

Negli anni successivi Enyedi alterna lungometraggi, corti e lavori televisivi, muovendosi con libertà tra generi e formati. Film come Büvös vadász (Magic Hunter, 1994) e Simon mágus (1999) assumono la forma del racconto poliziesco o fantastico, ma ne sovvertono le regole per esplorare zone ambigue, dove il visibile convive con l’invisibile e la razionalità lascia spazio alla fede, al dubbio, all’illusione. Al contrario, opere come Tamás és Juli (Tamás e Juli, 1997) o Első szerelem (First Love, 2008) affrontano il sentimento amoroso come luogo di rivelazione e vulnerabilità, sempre filtrato da una messa in scena rigorosa e controllata.

Dopo un periodo di apparente distacco dal cinema – durante il quale Enyedi realizza alcuni cortometraggi e dirige la serie Terápia per HBO Europe – la regista torna al lungometraggio con Teströl és lélekröl (Corpo e anima, 2017). Ambientato in un mattatoio, il film racconta l’incontro tra due solitudini incapaci di comunicare nella vita reale ma che si incontrano ogni notte in sogno, assumendo le sembianze di cervi che scorrazzano liberi nel bosco. Vincitore dell’Orso d’Oro alla Berlinale e candidato all’Oscar, il film conferma la centralità del tema onirico nella sua poetica, inteso non come evasione, ma come spazio di verità e di connessione profonda tra le persone.

Con A feleségem története (Storia di mia moglie, 2021), co-produzione internazionale presentata in concorso a Cannes, Enyedi amplia ulteriormente il suo sguardo, adattando l’omonimo romanzo di Milán Füst. Qui, il personaggio interpretato da Gijs Naber, nei panni del capitano di una nave mercantile, scopre che il rapporto con la moglie, Léa Séydoux, è totalmente ingovernabile. Ne risulta una riflessione sul desiderio e sul bisogno inappagato di controllo sull’amore, le relazioni e la vita. Come spesso accade nel suo cinema, il film resta lontano da qualsiasi didascalismo, procedendo per sottrazione e affidandosi ai silenzi, alle pause e a una temporalità dilatata capace di interrogare il mondo senza pretendere di spiegarlo.

Infine il suo ultimo film, Stille Freundin (Silent Friend, 2025), presentato al Festival di Venezia, ha come figura centrale un maestoso ginkgo – biloba, un albero millenario testimone di tre storie che si svolgono nell’arco di oltre un secolo. Ancora una volta Enyedi invita lo spettatore a un’esperienza più sensibile che narrativa e lascia parlare la natura che non è mai semplice sfondo, ma sussurra e interroga, è presenza viva, specchio dell’anima e fonte di rilevazione dei sentimenti e degli istinti più profondi.

Accanto all’attività registica, Enyedi ha ricoperto ruoli di primo piano nelle principali istituzioni cinematografiche internazionali: è stata membro della giuria principale alla Berlinale (1990, 2021) e alla Mostra di Venezia (2018), presidente della giuria dei cortometraggi a Cannes (2024), e fa parte dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences e della European Film Academy.

In collaborazione con National Film Institute Hungary.

Ildikó Enyedi sarà presente a Bergamo dal 10 al 13 marzo.

Mercoledì 11 marzo, a partire dalle ore 14.30, la regista terrà una masterclass a Milano presso la sede della Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione FM (Via Fulvio Testi, 121).

Giovedì 12 marzo, alle ore 18.45, la regista terrà un incontro aperto al pubblico presso la Sala Galmozzi – Biblioteca Caversazzi (Via Tasso, 4).

Tutti i film

  • A feleségem történeteTitolo italiano: Storia di mia moglie
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria, Germania, Italia, Francia / 2021 / 169', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Az én XX. századomTitolo italiano: Il mio XX secolo
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria, RFT, Cuba / 1989 / 104', bn, V.O., v.o. sub. it./en.
  • Büvös vadászTitolo italiano: Il cacciatore incantato [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria, Svizzera, Francia / 1994 / 106', col., V.O., v.o. sub. it.
  • Első szerelemTitolo italiano: Primo amore [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 2008 / 20', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Európából EurópábaTitolo italiano: Dall’Europa all’Europa [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 2003 / 3', col., V.O., v.o. sub. it.
  • FlirtTitolo italiano: Flirt
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 1978 / 26', bn, V.O., v.o. sub. it./en.
  • InvázióTitolo italiano: Invasione [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 1984 / 37', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • My Fear in My ArmsTitolo italiano: La mia paura tra le braccia [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Belgio, Ungheria / 2023 / 3', col., V.O., senza dialoghi
  • Simon mágusTitolo italiano: Simon Mago [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria, Francia / 1999 / 100', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Stille FreundinTitolo italiano: Amica silenziosa [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Germania, Ungheria, Francia, Cina / 2025 / 147', bn e col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Tamás és JuliTitolo italiano: Tamás e Juli
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria, Francia / 1997 / 60', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Testről és lélekrőlTitolo italiano: Corpo e anima
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 2017 / 116', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • The Conversations of Donkey and RabbitTitolo italiano: Le conversazioni dell’Asino e del Coniglio [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 2020 / 3', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • VakondTitolo italiano: La talpa [t.l.]
    Regia di Ildikó Enyedi
    Ungheria / 1985 / 74', bn, V.O., v.o. sub. it./en.

Alex van Warmerdam

(Haarlem, Paesi Bassi – 1952)

Tra i più originali e riconoscibili registi, sceneggiatori e attori del cinema olandese contemporaneo. Formatosi come pittore e attivo anche in ambito teatrale come fondatore della compagnia De Mexicaanse Hond, ha sviluppato un linguaggio cinematografico fortemente personale, caratterizzato da un umorismo nero e surreale, da atmosfere stranianti e da una visione critica e grottesca della società borghese. Nei suoi film è spesso anche interprete, oltre che autore dei soggetti e delle sceneggiature.

Dopo un primo cortometraggio De Stedeling (1984), il suo esordio nel lungometraggio avviene con Abel (1986), storia di un giovane misantropo che vive recluso in casa dei genitori e osserva il mondo dalla finestra. Il film si impone immediatamente per il suo stile ironico e disturbante e ottiene un grande successo nei Paesi Bassi, vincendo diversi Gouden Kalf. Con De Noorderlingen (Gente del Nord, 1992), ambientato in un quartiere incompiuto ai margini della civiltà, Van Warmerdam realizza una corrosiva parabola sull’ipocrisia sociale e sui desideri repressi, ottenendo un ampio riconoscimento internazionale e premi in numerosi festival, tra cui la Rosa Camuna d’oro a Bergamo Film Meeting nel 1993.

Negli anni successivi consolida il suo universo cinematografico con film come De Jurk (Il vestito, 1996), racconto surreale che segue il percorso di un abito femminile attraverso una serie di personaggi e situazioni assurde, e Kleine Teun (Little Tony, 1998), incentrato su un triangolo amoroso dove un contadino analfabeta, sua moglie e una giovane insegnante intrecciano i loro destini tra gelosie e humour nero. Con Grimm (2003) rilegge in chiave cupa e contemporanea la fiaba Fratello e Sorella dei fratelli Grimm, mescolando horror, ironia e critica sociale.

Tra le opere della maturità figurano Ober (Waiter, 2006), una riflessione metanarrativa sul potere dell’autore e sul controllo dei personaggi; De laatste dagen van Emma Blank (The Last Days of Emma Blank, 2009), ambientato in una villa isolata dove dei domestici particolari vivono sotto il dominio della padrona di casa. Trasposizione cinematografica di una pièce teatrale dello stesso van Warmerdam, è una satira crudele e grottesca sui rapporti di potere e sull’ipocrisia familiare: caratterizzato dal suo tipico umorismo nero, il film è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dove vince il Premio Label Europa Cinemas. E infine Borgman (2013) che racconta di un enigmatico vagabondo che si insinua nella vita di una famiglia benestante, trasformandosi in una feroce allegoria sulla violenza latente e sull’ipocrisia della classe media. Il film, selezionato in Concorso ufficiale al Festival di Cannes, segna la consacrazione internazionale del regista.

Con Schneider vs Bax (2015), un duello grottesco tra due sicari in un paesaggio naturale apparentemente idilliaco, Van Warmerdam torna a un minimalismo narrativo carico di umorismo nero, ottenendo numerosi riconoscimenti, tra cui il Prix Nouveau Genre al Festival du Cinéma de Paris.

Nel 2019 il regista riprende il materiale di Grimm, rielaborandolo in una nuova versione più compatta e asciutta che intitola Grimm Re-Edit. Questo rimontaggio non è una semplice operazione tecnica, ma un vero e proprio ripensamento dell’opera, che mette maggiormente in evidenza gli elementi fiabeschi e perturbanti del racconto e rafforza il tono cupo e ironico tipico del suo cinema. Il film testimonia l’attenzione di Van Warmerdam per la forma e per il montaggio come strumenti di riscrittura narrativa, oltre alla sua volontà di mantenere un dialogo critico con le proprie opere nel tempo.

Il suo ultimo film, Nr. 10 (2012) viene presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ed è una riflessione enigmatica sull’identità, sull’origine e sull’appartenenza. La storia ruota attorno a Günter, attore teatrale che scopre di essere stato trovato da bambino in una foresta e che viene progressivamente trascinato in una vicenda misteriosa legata a una comunità segreta. La storia fonde thriller, dramma esistenziale e simbolismo politico, confermando l’interesse di Van Warmerdam per personaggi dislocati, mondi paralleli e trame che sfuggono a una lettura univoca.

Parallelamente al cinema, Alex van Warmerdam da sempre porta avanti il suo lavoro come pittore, scrittore e regista teatrale, confermando una ricerca coerente e trasversale, in cui le arti visive e la narrazione si intrecciano in modo costante.

Con il sostegno di SEE NL e in collaborazione con Graniet Film.

Il produttore Marc van Warmerdam sarà a Bergamo dall’8 al 10 marzo.

Lunedì 9 marzo, alle ore 18.30 presso la Sala Galmozzi – Biblioteca Caversazzi (Via Tasso, 4), il produttore terrà un incontro aperto al pubblico.

Tutti i film

  • AbelTitolo italiano: Abel
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 1986 / 100', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • BorgmanTitolo italiano: Borgman
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi, Belgio, Danimarca / 2013 / 113', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • De StedelingTitolo italiano: L’uomo di città [t.l.]
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 1984 / 10', bn, V.O., v.o. sub. it./en.
  • De jurkTitolo italiano: The Dress
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 1996 / 103', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • De laatste dagen van Emma BlankTitolo italiano: Gli ultimi giorni Emma Blank [t.l.]
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 2009 / 89', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • De noorderlingenTitolo italiano: Gente del Nord [t.l.]
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 1992 / 108', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Grimm re-editTitolo italiano: Grimm re-edit
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 2019 / 90', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Kleine TeunTitolo italiano: Il piccolo Tony [t.l.]
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 1998 / 95', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Nr. 10Titolo italiano: Nr. 10
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi, Belgio / 2021 / 100', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • OberTitolo italiano: Cameriere [t.l.]
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 2006 / 97', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • Schneider vs. BaxTitolo italiano: Schneider vs. Bax
    Regia di Alex van Warmerdam
    Paesi Bassi / 2015 / 96', col., V.O., v.o. sub. it./en.

BOYS & GIRLS – The best of Cilect Prize

Definita in collaborazione con la Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti di Milano, la selezione dei film realizzati dagli studenti delle scuole di cinema europee che aderiscono al CILECT presenta quest’anno otto cortometraggi, scelti tra i vincitori e i finalisti del CILECT Prize 2025, nelle categorie animazione, fiction e documentario. Nato nel 2005, il premio viene attribuito ogni anno dall’intera comunità di studenti e insegnanti delle 186 scuole che fanno parte dell’associazione internazionale.

In collaborazione con Cilect e Civica Scuola di Cinema Luchino Visconti – Fondazione FM.

Tutti i film

  • AparatatemeTitolo italiano: Lasciatemi in pace [t.l.]
    Regia di Meni Tsilianidou
    Grecia / 2024 / 18', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • CannedTitolo italiano: In scatola [t.l.]
    Regia di Hasse van Overbeke
    Belgio / 2024 / 6', col., V.O., senza dialoghi
  • Fête de familleTitolo italiano: Festa di famiglia [t.l.]
    Regia di Raphaël Venayre
    Belgio / 2024 / 19', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • MereneläviäTitolo italiano: Frutti di mare [t.l.]
    Regia di Veera Lamminpää
    Finlandia / 2024 / 9', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • That Tiny Place Where the Light Comes InTitolo italiano: Quel piccolo luogo dove entra la luce [t.l.]
    Regia di Giulianna Camarena Montenegro
    Portogallo / 2024 / 29', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • What Happened to My Olive Tree?Titolo italiano: Cos’è successo al mio ulivo? [t.l.]
    Regia di Sama Zuhair
    Germania / 2024 / 22', col., V.O., v.o. sub. it./en.
  • You Are My LightTitolo italiano: Sei la mia luce [t.l.]
    Regia di Hana Stehlíková
    Repubblica Ceca / 2024 / 11', col., V.O., senza dialoghi
  • Ära ole uhkeTitolo italiano: Non fare l’orgogliosa [t.l.]
    Regia di Elis Rumma
    Estonia / 2024 / 15', col., V.O., v.o. sub. it./en.